Imposta di bollo (2): prodotti finanziari, facciamo bene i conti

Altrettanto innovative sono le disposizioni riguardanti le comunicazioni relative ai prodotti finanziari, tra i quali, oltre che le varie tipologie di titoli e fondi di investimento, sono ricompresi anche i conti di deposito e i certificati di deposito.
Con effetto 1° gennaio 2012 è dovuta un’imposta da applicarsi sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso di tutti i prodotti contenuti in un rapporto di deposito a custodia, o di ogni singolo esemplare se non ricompreso in un rapporto di deposito:
– dell’ 1 per mille per il 2012, con minimo di euro 34,20 e max euro 1.200,00
– dell’ 1,5 per mille a partire dal 2013, con minimo di euro 34,20 e senza alcun limite massimo
e il dato a cui fare riferimento è il valore dei prodotti al termine del periodo rendicontato e non della giacenza media. E qui arriva il bello.
Supponiamo che un investitore detenga certificati di deposito al di fuori di un rapporto di custodia: in questo caso paga il bollo dell’1 per mille, 1,5 per mille dall’anno prossimo, su ogni certificato man mano che giunge a scadenza.
Supponiamo invece che lo stesso investitore detenga gli stessi certificati di deposito in un unico dossier. E’ sufficiente svuotare il dossier prima del 31 dicembre, prevedendo la scadenza dei certificati entro l’anno, perché l’imposta di bollo da pagare risulti la minima, ossia 34,20 euro.
Tenuto conto che sui propri prodotti la Banca normalmente non applica commissioni di custodia e che la stessa imposta sarebbe applicata anche sul conto corrente dove verrebbero temporaneamente versate le somme disinvestite, quell’investitore pagherebbe complessivamente 68,40 euro, traendone convenienza a partire da un investimento superiore, per quest’anno, a 68.400 euro e a 45.600 euro a partire dall’anno prossimo. E più alta è la somma investita e meno ci si perde. Che ne dite? Niente male …
Lo stesso giochino potrebbe essere fatto anche con i titoli, di Stato, obbligazioni, ecc., che fanno parte del dossier, ma in questo caso bisogna fare bene i conti, non solo per gli eventuali utili o perdite che potrebbero risultare dell’operazione di smobilizzo, ma anche con le commissioni applicate sulle operazioni di acquisto/vendita.
 
articolo correlato
 

Scrivi un Commento