L’Italia che ancora ci crede

artigianato ed enogastronomia

Nel corso del 2012 il saldo tra imprese nuove iscritte e imprese cessate è stato positivo per 18.911 unità, con un tasso di crescita pari allo 0,31% (non sarà gran che ma è pur sempre positivo). Sono diminuite le ditte individuali e le società di persone mentre sono aumentate le società di capitali nelle quali il rischio è generalmente ascrivibile al solo capitale investito. Il territorio che più ha sofferto è stato il Nord-Est (+0,51%) mentre è stato il Centro a registrare la crescita più consistente (+1,29%). Tra i vari settori di attività economica, la crescita maggiore si è registrata nel commercio, nei servizi e nelle attività di ristorazione e alloggio, contrariamente all’industria manifatturiera, all’agricoltura e alle costruzioni dove si sono registrate le difficoltà più rilevanti.

Le imprese femminili sono cresciute di 3.211 unità, quelle giovanili di 70.473 unità, quelle costituite da cittadini stranieri di 24.329 unità (dati Unioncamere – comunicato del 24/01/2013).

Sono numeri di un’Italia che non ha ancora perso la speranza e che ha ancora la forza di tenere alta la testa e guardare avanti. Sono momenti di indubbia difficoltà, tante sono state le nuove imprese e tante sono state quelle che sono cessate, schiacciate dal peso dei debiti, di un fisco esagerato, dai mancati introiti conseguenti ad un meccanismo che si è inceppato, vittime di un consumismo esasperato che di colpo è venuto meno.

Eppure in mezzo a tutto questo pessimismo reale e mediatico, per fortuna qualcuno non si arrende. No ci sta a vedere crollare i propri sogni, a chinare il capo e subire passivamente. Fa parte di quell’Italia che accetta le sfide con l’obiettivo di vincere a dispetto dei telegiornali.

Purtroppo nel primo trimestre del 2013 l’andamento della natalità e mortalità delle imprese italiane ha registrato un saldo negativo dello 0,51% (anche il primo trimestre 2012 aveva fatto registrare un saldo negativo seppure leggermente più contenuto e divenuto positivo ora di fine anno), nonostante le imprese neo-costituite siano state 118.618 (comunicato Unioncamere del 19/04/2013). Se solo si parlasse anche di loro…

Scrivi un Commento