La libertà di cliccare “Non mi piace”

Non mi piace

Intendiamo la libertà come espressione dell’individuo nel modo di pensare, parlare e comportarsi nei limiti e nel rispetto della libertà altrui.

Una gestione alquanto complicata se si considera la difficoltà che si può incontrare nel mettere in pratica quanto propone il pensiero, che a differenza delle parole e del comportamento ha limiti indefiniti.

Si pensi alla libertà di un individuo ad essere omosessuale, libertà sacrosanta, riconosciuta, affermata, accettata e sostenuta. E quale indignazione provoca nei salotti “liberali” le resistenze che ancora mostra la nostra società così poco emancipata.

Il rovescio della medaglia: si pensi a quanti vedono nell’omosessualità uno “stato” individuale contro natura. Senza ombra di dubbio, almeno in forma ufficiale data la presenza latente di un’ ipocrisia congenita, diverrebbero destinatari  di aggettivi che richiamano razzismo e intolleranza. E la libertà di essere omofobo, che fine ha fatto?

Parlo di omofobia trattandosi di un argomento molto discusso, ma potrei parlare anche di  protezionismo o di xenofobia, cosa ben diversa dal razzismo.

Comunque, pure l’omofobia è uno “stato” individuale e quindi da rispettare come l’omosessualità, in quanto libera espressione del proprio modo di essere (per dovere d’informazione, l’avversità che il termine rappresenta nei confronti dell’omosessualità è più un neologismo nell’uso della radice “omo” che tradotto letteralmente significa “stesso” e quindi “paura dello stesso”) .

In questi casi la linea che divide la libertà da un atto di puro razzismo ideologico è oltremodo sottile, ma la paura di sconfinare oltre la linea rossa non deve impedire di garantire il diritto di essere antitetici ai “progressisti” o sedicenti tali.

Omosessualità e omofobia, integrazione razziale e xenofobia, liberalizzazione e protezionismo; aiutati da un dizionario potremmo andare avanti ancora un bel po’, con crescente difficoltà a depennare il termine “contrario” a quello nel quale riteniamo di identificarci.

Il momento che stiamo attraversando è molto delicato, tanto quanto la possibilità di ritrovarsi ad essere minoranza sia in un verso, sia nell’altro. L’augurio è che in ogni caso ne sia sempre garantita la tutela, la libertà di essere differenti, almeno col pensiero.

Per parlare di qualcosa che oramai conosciamo tutti, su Facebook si può  cliccare “Mi piace” o rimanere indifferenti, è come poter cliccare anche “Non mi piace”.

Scrivi un Commento