La straordinaria banalità quotidiana

 

FaccinaStupita

 

 

Quello che rende ordinario o speciale un evento, il più delle volte non è nell’evento stesso ma piuttosto in chi lo sta vivendo o osservando.

Un dipinto, una fotografia, una poesia, altro non sono se non la descrizione, la rappresentazione di quanto avviene nella realtà di tutti i giorni, in quella stessa quotidianità che altrimenti apparirebbe banale, priva di interesse, scontata.

Cogliere sfumature, cambiare prospettiva, ascoltare i suoni e diventare partecipi di quello che ci succede attorno.

Tutto questo richiede allenamento e prima ancora è necessario l’insegnamento. Bisogna insegnare, meglio ancora, educare i nostri figli a osservare e ad ascoltare fintantoché abbiamo ancora memoria di quel poco di romanticismo che ci è rimasto dentro, prima che si perdano inesorabilmente negli stimoli virtuali che ne circoscrivono l’universo in pochi metri quadrati.

Nel nostro vivere quotidiano, frenetico e assorbente, è facile convincersi che non c’è spazio per i sentimentalismi, che nella migliore delle ipotesi finiamo per accomodarli in una dimensione che ci appare lontana e nella quale ci si ostina a non riconoscersi.

Essere moderni, o al passo coi tempi, non è per forza sinonimo di inaridimento, impariamo a stupirci, ne trarrà beneficio la nostra stessa esistenza. Alleniamoci a sorprenderci.

 

 

 

 

 

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