Ecomafia

Ecomafia. Nel 1994 Legambiente ha identificato con questo termine le organizzazioni criminali le cui attività illecite comportano gravi danni all’ambiente e alla salute. Fanno parte di tali attività l’abusivismo edilizio, escavazioni illecite, traffico e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, racket di animali, furti e traffici di beni artistici e archeologici. Il nostro ordinamento giuridico li definisce reati senza vittima (fonte: camera.it). Ma ci pensate, scavano cave abusive, le riempiono di rifiuti tossici e poi vi costruiscono sopra delle belle villette in cui vivere e ammalarsi comodamente. Per non parlare dei materiali plastici pieni di pesticidi usati nelle serre, che vengono imballati, spediti in Cina dove vengono lavorati da persone schiavizzate e poi reimportati sotto forma di graziosi giocattoli e biberon per bambini. Tutto alla luce del sole! Fanghi industriali sparsi per i campi, ottimo concime, residui di fonderia e altri rifiuti tossici impiegati come sottofondi per strade e autostrade, ecc. Il fatturato di queste organizzazioni, stando al Rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente, ammonterebbe a circa 23 miliari di euro, tutto esentasse, coinvolgendo oltre 20 mila persone, soprattutto nelle regioni meridionali. Ma non solo, il fenomeno riguarda anche regioni del resto d’Italia, coinvolgendo inoltre, come accennato più sopra, anche Paesi esteri (per i rifiuti tossici la Somalia sembra essere un vero paradiso). Rimanendo all’interno dei nostri confini, dove quello che accade basta e avanza, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un problema senza soluzione (basta pensare a cosa succede da anni in Campania). Il punto è che tutti dovremmo fare la nostra parte: insistere in una corretta raccolta differenziata, denunciare atti di inciviltà come l’abbandono di immondizie lungo le strade, rispettare i nostri corsi d’acqua. Purtroppo si producono troppi rifiuti e il più delle volte è conseguenza di scelte non dipendenti dalla nostra volontà: qualsiasi prodotto acquistato al supermercato, per esempio, porta con sé una componente di rifiuti da smaltire, fosse anche solo per l’imballaggio nel quale è posto in vendita. Solo alcuni decenni or sono tutto ciò era limitatissimo e quel poco che diventava “scarto” si trasformava in cibo per il preziosissimo maialino del quale in un successivo e breve futuro non si sarebbe gettato via nulla.

Per saperne di più e fonti delle notizie:

Legambiente – Rapporto ecomafia 2011

www.camera.it/_bicamerali/leg15/commbicantimafia/

www.zonanucleare.com/dossier_italia/ecomafia_rifiuti.htm

 

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