Il ritorno dello psicopompo

Il ritorno dello psicopompo

(Ermes psicopompo)

A partire dal dopo guerra il mondo occidentale ha potuto godere di un benessere che sembrava non avere fine. Le conquiste in ambito tecnologico, scientifico e medico hanno permesso all’uomo di queste terre di raggiungere traguardi insperati. La conquista dello spazio, dei mondi sottomarini, la manipolazione della materia e dell’energia, l’idea che tutto gli sia possibile ha fatto sì che quest’ uomo si sentisse vero dominatore del proprio mondo, invincibile e invulnerabile. Ha sviluppato le tecniche per prolungare la vita. Insomma, si sente un vero e proprio dio, arrivando a pensare di poter sostituirsi al proprio Creatore trovando il modo, lui stesso , di creare nuova vita. Gli manca solo il sistema per sconfiggere la morte e poi  chi lo ferma più? D’ altra parte Dio non risponde al cellulare, né agli SMS, tantomeno alle mail. Non è abbastanza moderno. Eppure qualcosa in questo mondo sta cambiando. Come spiegare il bisogno di spiritualità che cresce e si espande raggiungendo talora le anime più aperte e sensibili, talora i cuori più duri e impenetrabili. La si cerca sulle montagne, la si cerca in oriente, nei sentieri di un bosco, alle sorgenti di un fiume. Con il rischio di perdersi. Ecco allora che in questo cammino lungo e pieno di incognite l’uomo ha bisogno di una guida che lo aiuti a passare al di là dei confini della sua mente, a valicare il muro eretto dai propri limiti, ad attraversare il fiume in piena degli stereotipi e dei luoghi comuni. Una guida, un moderno psicopompo che, come nell’ antica  mitologia,  accompagni le anime tra il mondo sensibile e il mondo sovrasensibile,  che aiuti la coscienza a scendere nelle profondità per riemergere portando con sé i contenuti che servono all’uomo per comprendere almeno in parte la propria esistenza.

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