Figli

C’è la festa della mamma, la festa del papà, quella dei nonni e quella della famiglia. Per i figli si dice da più parti che sia festa tutti i giorni.
Prima di essere diventati genitori siamo stati tutti quanti figli e sono convinto che nessuno, allora, trovava questa frase appropriata. Sicuramente si dirà che i tempi erano altri, non potevamo permetterci tutte le comodità che hanno i ragazzi di oggi, tantomeno potevamo permetterci di perdere tempo. Si iniziava a lavorare presto, e presto si iniziava a pensare a farsi una famiglia. Non come i “bamboccioni” di oggi giorno, come li hanno marchiati alcuni dei nostri più prestigiosi politici, da Padoa Schioppa nel 2007 a quel grand’uomo di Brunetta nel suo famoso discorso del 17 gennaio 2010.
Eppure, a conti fatti, i fortunati siamo noi della vecchia generazione. Siamo nati e cresciuti in un trentennio senza eguali per benessere, qualità della vita e, soprattutto, fiducia in un futuro in cui tutto sarebbe stato realizzabile. Che poi è quello che faticano a trovare i figli di oggi per i quali, purtroppo, è venuta meno anche la speranza.
Se loro rimane il compito di adattarsi e reinventare un futuro in sintonia coi tempi, nostro deve continuare ad essere lo sforzo per far rinascere in noi e in loro la convinzione che quel futuro possa realizzarsi.
E’ un percorso da fare insieme, una scommessa che non possiamo permetterci di perdere. Dobbiamo tornare a credere in noi stessi e dare dimostrazione, noi per primi, che la risorsa più grande risiede nel nostro essere. Il giorno che raggiungeremo quel traguardo non passerà inosservato, anzi, si meriterà un posto nel calendario assieme a tutte le altre feste, una giornata dedicata ai figli nelle cui mani potremo continuare a mettere fiduciosi il nostro futuro.

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