Facebook: taggati e condivisi

Facebook conta circa 955 milioni di utenti che tutti insieme hanno messo a disposizione oltre 400 miliardi di immagini in cui sono ritratti loro stessi, parenti, amici e conoscenti. Considerando che tutte le foto possono essere condivise senza alcuna specifica autorizzazione dell’utente, il quale può rifiutare questa funzione attraverso una procedura poco pubblicizzata e della quale pochissimi sono a conoscenza, il “tagging” fotografico costituisce una delle più fornite banche dati digitali mai esistite alla quale possono fare accesso le più potenti agenzie di intelligence del mondo, come l’americana NSA (National Security Agency) che con i suoi software riesce a identificare automaticamente qualunque individuo. E senza bisogno di alcuna autorizzazione. Un conto è se questo avviene solo in particolari situazioni di sicurezza, altro quando l’uso di simili dispositivi nei confronti dei cittadini è del tutto immotivato.
Su questo punto stanno nascendo contenziosi sia in Irlanda, dove Facebook ha la sede europea, in Germania dove il garante della privacy ha sentito l’esigenza di proteggere i propri cittadini e negli stessi Stati Uniti dove è messa in discussione l’uso dell’attività di riconoscimento biometrico da parte dell’FBI.
Che tutto ciò sia giusto o sbagliato ognuno, per se tesso, lo può decidere in assoluta autonomia, l’importante è essere informati.
 
Fonte il Sole24Ore

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