Vienna

Non ha bisogno di presentazioni e nemmeno che si stia qui ad elencare i luoghi, i monumenti, le chiese e tanto altro ancora da visitare. Sicuramente ne salterei più di qualcuno e poi in internet si possono trovare tutte le notizie che servono.
Di Vienna vorrei trasmettere qualche immagine. Divisa dal Danubio, da un lato la parte storica ricca di tante testimonianze della maestosità imperiale, dall’altro si contrappone l’altrettanta imponenza della modernità coi palazzi, i grattacieli di vetro e una delle quattro sedi europee dell’ONU.
Vienna è ciò che ci si immagina. Vienna delle feste, della musica, dei balli a tempo di valzer. Trovarsi dentro al grande salone dei ricevimenti, chiudere gli occhi e fantasticare di far parte di quel mondo spesso rappresentato in modo fiabesco. Ma Vienna è anche delle storie tristi, perché in quel mondo il dolore poteva essere pari è più forte della ricchezza.
Insomma, Vienna da guardare, da ascoltare, da vivere ed i fine, da ricordare.

Belvedere

Belvedere

Graben

Graben

Opera House

Opera House

UNO City Center (United Nations Office)

UNO City Center (United Nations Office)

 

 

 

 

 

 

Écome qua

19620916_Cadalogo_Gianfranco012“Son da Cadalogo”, così diceva chi abitava in quella via del Comune di Cerea, spersa tra le frazioni di Cherubine e Aselogna, dove un gruppo di vecchie case dava dimora a una comunità di agricoltori. La sono nato, alle nove di un lunedì mattina piovigginoso e freddo e la ho fatto le mie prime conoscenze di quel mondo così naturalmente semplice. Di quei luoghi, tuttavia, non ho molti ricordi. All’età di quattro/cinque anni, mi trasferii con la mia famiglia a Cherubine dove feci le prime amicizie, e dopo qualche anno ci avvicinammo a Cerea (semo ‘nde a star al Giardin) dove ho trascorso il resto della mia infanzia e l’adolescenza. Dopo sposato le vicende della vita mi hanno da prima portato in un altro paese e poi a tornare nuovamente a Cerea dove, con mia moglie e i nostri due figli, abbiamo cambiato più volte casa fino a stabilirci in questa in cui  ora viviamo. Di quel bambino, di oltre cinquant’anni fa, ricordo poco, ma dentro mi è rimasto qualcosa che ogni tanto mi fa tornare alla memoria da dove vengo, le mie origini, così umili quanto ricche di quei valori di semplice umanità che, mi auguro, abbiano fatto di me un uomo con qualche buon principio, come si dice dalle nostre parti “che sta nel mazo, a olte tristo e a olte bon”.

 

Écome  qua
***
Écome qua,
me presento da novo
son nato d’inverno
in Via Cadalogo
*
Nela casa col portego
e un bel fogolaro
col seleze  fora
e par sofito el solaro
*
Coi campi e le vegne
con le galine e con l’orto
dove mi o verto i oci
là, me nono l’e morto
*
Là, dove el Lavegno
el va su a mezogiorno
sentà, coi pie ne l’acqua
me piasea guardarme intorno
*
Son cresù in bicicleta
sul piazal dela cesa
zugando a scondirola
coi compagni de scola
*
E ancora ghe penso
a quando sera buteleto
me rivedo spensierà
a tegner la orlanda  in mezo al prà
*
Coi me zinquant’ani e pas-a
go cambià paesi e case
me son fato ‘na fameia
e go un laoro che me piase
*
Ma me son mai desmentegà
da dove vegno e ci son
son sempre quel da Cadalogo
a olte tristo  e a olte bon.
***
(gianfrancomarangoni 21/04/2016)

Cadalogo è una via di Aselogna, frazione del comune di Cerea
Seleze: cortile, aia
Solaro: solaio
Lavegno: fiume/fosso che passa per Aselogna
Scondirola: nascondino
Buteleto: ragazzino
Orlanda: aquilone
Tristo: inteso come chi sbaglia/ che commette errori

Fiori di campo

20160320 Fiori di campo (9)

 

 

 

Tarassaco (dente di leone)

“Soffione” infruttescenza del Tarassaco

 

 

 

Margherita (margherita diploide)

20160320 Fiori di campo (3)

20160320 Fiori di campo (4)

 

 

Tarassaco: fiore

Alba d’inverno

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Parco Le Vallette – Cerea

 

 

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Garda – Tramonti sul Lago

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La Corona dell’Avvento (i quattro Angeli)

Candele dell'AvventoLa Corona dell’Avvento

La Corona dell’Avvento, nato come simbolo pagano, viene adottato dalla cristianità come simbolo dello scorrere del tempo e con la funzione di annunciare l’avvicinarsi del Natale. La sua forma circolare racchiude molteplici significati, primo tra tutti il significato di eternità e unità. Ha la forma di anello ed è quindi segno di fedeltà. La corona dell’Avvento deve mantenere la forma circolare, intrecciata con rami di piante sempreverdi, simbolo di continuità della vita, e non essere una semplice composizione floreale. La prima candela (Candela della Speranza) si chiama candela del Profeta. Ci rammenta che molti secoli prima della nascita del bambino Gesù, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe Nato a Betlemme! La seconda candela (Candela della chiamata universale alla salvezza), chiamata Candela di Betlemme , ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore. Noi raffiguriamo Maria e Giuseppe mentre stancamente vagano da una locanda all’altra, senza riuscire a trovare un posto dove riposare, finché alla fine sono condotti al riparo di una stalla. Poi, nella più sacra tra le notti, mentre risposavano nella stalla insieme ai miti animali, il figlio di Maria, il bambino Gesù, nacque! La terza candela (Candela della gioia) è chiamata la Candela dei pastori, poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella. La quarta candela (Candela dell’amore) è la Candela degli Angeli per onorare gli angeli e la meravigliosa novella che portarono agli uomini in quella notte mirabile. Sebbene non possiamo né vederli né sentirli, sono ancora gli angeli che ci portano il messaggio di Dio con pensieri d’amore e di pace, di gioia e di buona volontà.

I Quattro Angeli dell’Avvento

Avvento Blu1

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Angelo Blu
Avvento Rosso1Avvento Bianco1Avvento Viola1
L’Angelo Rosso

L’Angelo Bianco

L’Angelo Viola

 

 

 

 

Riso co’ la zuca

riso con la zucca (3)E’ l’autunno la stagione buona, buona per le zucche. Quando si parla di zucca è facile pensare ad Halloween, tralasciando il fatto che innanzi tutto la zucca è un ottimo alimento, energetica, ricca di minerali (calcio, ferro, sodio e potassio) e vitamine (A, B, C e PP). La sua polpa contiene diversi principi attivi, carotenoidi soprattutto, ma non sono da trascurare nemmeno i semi di cui se ne fa uso sia alimentare e sia terapico.
Tuttavia, sarò un nostalgico, ma anche una semplice zucca  mi riporta a tempi oramai lontani, quando, approfittando della stufa a legna accesa nei giorni di freddo, mettevo nel piccolo forno qualche pezzo di zucca e una manciata di semi, e rimanevo lì a scaldarmi le mani, aspettando con impazienza che “qualcosa” fosse finalmente pronto da mangiare.  Abitudine che non ho ancora perso, anche se la stufa a legna è stata sostituita da un forno elettrico.
E non si può tralasciare di certo il riso con la zucca. Bello e fumante nel piatto, accompagnato da un buon bicchiere di vino, mentre il vapore sui vetri delle finestre fa apparire ancora più fitta le nebbia di Novembre.

Riso co’ la zuca

*

Gialo nel piato
fumante e dorato
*
come verzo la porta
ghe sento el profumo
’na lavada ale man
e me sento par primo
*
ma non fago el vilan
resto lì a guardarlo
a spetar la fameia
par insieme magnarlo
*
varda che te te scoti
supia sora el piron
gireghe intorno
a ogni altro bocon
*
e se te scota la boca
non ciapar mia paura
un bicer de vin rosso
eco pronta la cura
*
con un ocio sul piato
e uno ala teia,
manco mal ghe ne ancora,
che bon el riso co’ la zuca
dai valà, femolo fora!
*
**
(gianfrancomarangoni 30/10/2015)

Val Pusteria 3 – Lago di Braies e Lago di Dobbiaco

Lago di Braies

Lago-di-Braies-(7)

Concludo questo breve soggiorno in Val Pusteria con la visita a due dei più bei laghi alpini: il Lago di Braies e il Lago di Dobbiaco.

Il Lago di Braies si trova tra Monguelfo e Villabassa a 1.500 m. s.l.m. Quello che colpisce subito è il colore intenso delle sue acque limpidissime, a tratti blu a tratti verde, dove si rispecchiano le vette che lo circondano. Reso ancora più famoso per essere stato set televisivo di una nota fiction, è visitato ogni anno da migliaia di turisti. Un sentiero lungo tre chilometri permette di fare una bella passeggiata con delle brevi salite e con la possibilità di riposarsi in una delle panchine che si trovano di tanto in tanto. E a passeggiata terminata, non manca l’occasione per recuperare le energie con i piatti tipici serviti nei ristoranti del posto.

                                                                                                                                                                                               Lago di Dobbiaco

Lago-di-Dobbiaco-(6)

Situato tra il Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo e il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies si   trova il Lago di Dobbiaco. Anche nelle sue acque verdi e blu si rispecchiano le cime rocciose che   gli fanno da contorno.  Lungo il sentiero lungo circa 4,5 chilometri, che gira attorno al lago, si  trovano undici tavole che illustrano la flora e la fauna del territorio e salendo su una piattaforma  post lungo il percorso si può godere di una visione spettacolare del paesaggio naturale.

Che dire di più? Buone vacanze!

Val Pusteria 2 – Lago di Anterselva

20150820 Lago di Anterselva (31)

20150820 Lago di Anterselva (27)Lago di Anterselva

Per chi ama il fresco e la natura, il lago di Anterselva è uno di quei luoghi che deve assolutamente visitare. Si trova a 1.642 metri s.l.m. per una superfice di oltre 43 ettari circondato da monti che superano i 3 mila metri. Il giro del lago, seguendo il percorso denominato “Sentiero Natura” lungo circa 3 km, si può fare comodamente in un’ora e mezza, con possibilità di sostare al ristorante/bar a metà strada. Si lascia l’auto al parcheggio nei pressi del Centro Biathlon, dal 21 al 24 gennaio 2016 vi si terrà la Coppa del Mondo di Biathlon, quindi ci si dirige a piedi fino al rifugio Tiroler Hütte, dieci minuti, e da lì si parte per il giro del lago, camminando su apposite passerelle di legno e sentieri ai margini del bosco. Le cime dei monti che si specchiano nelle acque verde smeraldo è un spettacolo che toglie il fiato. Importante, la temperatura è tendenzialmente fresca, meglio portare qualcosa per coprirsi.

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