Fiori di campo

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Tarassaco (dente di leone)

“Soffione” infruttescenza del Tarassaco

 

 

 

Margherita (margherita diploide)

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20160320 Fiori di campo (4)

 

 

Tarassaco: fiore

Alba d’inverno

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Parco Le Vallette – Cerea

 

 

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Garda – Tramonti sul Lago

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La Corona dell’Avvento (i quattro Angeli)

Candele dell'AvventoLa Corona dell’Avvento

La Corona dell’Avvento, nato come simbolo pagano, viene adottato dalla cristianità come simbolo dello scorrere del tempo e con la funzione di annunciare l’avvicinarsi del Natale. La sua forma circolare racchiude molteplici significati, primo tra tutti il significato di eternità e unità. Ha la forma di anello ed è quindi segno di fedeltà. La corona dell’Avvento deve mantenere la forma circolare, intrecciata con rami di piante sempreverdi, simbolo di continuità della vita, e non essere una semplice composizione floreale. La prima candela (Candela della Speranza) si chiama candela del Profeta. Ci rammenta che molti secoli prima della nascita del bambino Gesù, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe Nato a Betlemme! La seconda candela (Candela della chiamata universale alla salvezza), chiamata Candela di Betlemme , ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore. Noi raffiguriamo Maria e Giuseppe mentre stancamente vagano da una locanda all’altra, senza riuscire a trovare un posto dove riposare, finché alla fine sono condotti al riparo di una stalla. Poi, nella più sacra tra le notti, mentre risposavano nella stalla insieme ai miti animali, il figlio di Maria, il bambino Gesù, nacque! La terza candela (Candela della gioia) è chiamata la Candela dei pastori, poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella. La quarta candela (Candela dell’amore) è la Candela degli Angeli per onorare gli angeli e la meravigliosa novella che portarono agli uomini in quella notte mirabile. Sebbene non possiamo né vederli né sentirli, sono ancora gli angeli che ci portano il messaggio di Dio con pensieri d’amore e di pace, di gioia e di buona volontà.

I Quattro Angeli dell’Avvento

Avvento Blu1

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Angelo Blu
Avvento Rosso1Avvento Bianco1Avvento Viola1
L’Angelo Rosso

L’Angelo Bianco

L’Angelo Viola

 

 

 

 

Riso co’ la zuca

riso con la zucca (3)E’ l’autunno la stagione buona, buona per le zucche. Quando si parla di zucca è facile pensare ad Halloween, tralasciando il fatto che innanzi tutto la zucca è un ottimo alimento, energetica, ricca di minerali (calcio, ferro, sodio e potassio) e vitamine (A, B, C e PP). La sua polpa contiene diversi principi attivi, carotenoidi soprattutto, ma non sono da trascurare nemmeno i semi di cui se ne fa uso sia alimentare e sia terapico.
Tuttavia, sarò un nostalgico, ma anche una semplice zucca  mi riporta a tempi oramai lontani, quando, approfittando della stufa a legna accesa nei giorni di freddo, mettevo nel piccolo forno qualche pezzo di zucca e una manciata di semi, e rimanevo lì a scaldarmi le mani, aspettando con impazienza che “qualcosa” fosse finalmente pronto da mangiare.  Abitudine che non ho ancora perso, anche se la stufa a legna è stata sostituita da un forno elettrico.
E non si può tralasciare di certo il riso con la zucca. Bello e fumante nel piatto, accompagnato da un buon bicchiere di vino, mentre il vapore sui vetri delle finestre fa apparire ancora più fitta le nebbia di Novembre.

Riso co’ la zuca

*

Gialo nel piato
fumante e dorato
*
come verzo la porta
ghe sento el profumo
’na lavada ale man
e me sento par primo
*
ma non fago el vilan
resto lì a guardarlo
a spetar la fameia
par insieme magnarlo
*
varda che te te scoti
supia sora el piron
gireghe intorno
a ogni altro bocon
*
e se te scota la boca
non ciapar mia paura
un bicer de vin rosso
eco pronta la cura
*
con un ocio sul piato
e uno ala teia,
manco mal ghe ne ancora,
che bon el riso co’ la zuca
dai valà, femolo fora!
*
**
(gianfrancomarangoni 30/10/2015)

Val Pusteria 3 – Lago di Braies e Lago di Dobbiaco

Lago di Braies

Lago-di-Braies-(7)

Concludo questo breve soggiorno in Val Pusteria con la visita a due dei più bei laghi alpini: il Lago di Braies e il Lago di Dobbiaco.

Il Lago di Braies si trova tra Monguelfo e Villabassa a 1.500 m. s.l.m. Quello che colpisce subito è il colore intenso delle sue acque limpidissime, a tratti blu a tratti verde, dove si rispecchiano le vette che lo circondano. Reso ancora più famoso per essere stato set televisivo di una nota fiction, è visitato ogni anno da migliaia di turisti. Un sentiero lungo tre chilometri permette di fare una bella passeggiata con delle brevi salite e con la possibilità di riposarsi in una delle panchine che si trovano di tanto in tanto. E a passeggiata terminata, non manca l’occasione per recuperare le energie con i piatti tipici serviti nei ristoranti del posto.

                                                                                                                                                                                               Lago di Dobbiaco

Lago-di-Dobbiaco-(6)

Situato tra il Parco Naturale delle Tre Cime di Lavaredo e il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies si   trova il Lago di Dobbiaco. Anche nelle sue acque verdi e blu si rispecchiano le cime rocciose che   gli fanno da contorno.  Lungo il sentiero lungo circa 4,5 chilometri, che gira attorno al lago, si  trovano undici tavole che illustrano la flora e la fauna del territorio e salendo su una piattaforma  post lungo il percorso si può godere di una visione spettacolare del paesaggio naturale.

Che dire di più? Buone vacanze!

Val Pusteria 2 – Lago di Anterselva

20150820 Lago di Anterselva (31)

20150820 Lago di Anterselva (27)Lago di Anterselva

Per chi ama il fresco e la natura, il lago di Anterselva è uno di quei luoghi che deve assolutamente visitare. Si trova a 1.642 metri s.l.m. per una superfice di oltre 43 ettari circondato da monti che superano i 3 mila metri. Il giro del lago, seguendo il percorso denominato “Sentiero Natura” lungo circa 3 km, si può fare comodamente in un’ora e mezza, con possibilità di sostare al ristorante/bar a metà strada. Si lascia l’auto al parcheggio nei pressi del Centro Biathlon, dal 21 al 24 gennaio 2016 vi si terrà la Coppa del Mondo di Biathlon, quindi ci si dirige a piedi fino al rifugio Tiroler Hütte, dieci minuti, e da lì si parte per il giro del lago, camminando su apposite passerelle di legno e sentieri ai margini del bosco. Le cime dei monti che si specchiano nelle acque verde smeraldo è un spettacolo che toglie il fiato. Importante, la temperatura è tendenzialmente fresca, meglio portare qualcosa per coprirsi.

Val Pusteria 1 – Campo Tures

Campo Tures e le Cascate di Riva

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A Campo Tures, nell’omonima valle, ci si arriva in circa mezz’ora di auto da Brunico. Quando si arriva nei pressi del paese la prima cosa che si nota è il castello, chiamato per l’appunto Casello di Tures (Burg Taufers in tedesco), noto per essere uno dei castelli medievali più interessanti della provincia di Bolzano in cui si tengono mostre e vi è stato girato un film e alcune scene di una fiction. Proseguendo verso località Cantuccio si arriva in un parcheggio dove lasciare l’auto e da lì raggiungere a piedi le Cascate di Riva in Valle Aurina. E’ una passeggiata di un’oretta, in mezzo al verde seguendo a ritroso il corso del torrente Aurino fino alla prima delle tre cascate che si susseguono per circa 170 metri di altezza. E una volta arrivati di sopra, lo spettacolo di cui si gode è fantastico.

 

 

 

 

 

 

Istà

caldoIstà (Estate)

 

Che non ci siano più le mezze stagioni oramai è un dato di fatto e anche quelle che sono rimaste assomigliano ben poco agli inverni e alle estati con le quali sono cresciuto. Non è questa la circostanza per affrontare discussioni in materia di mutazioni climatiche e delle cause che possono averle indotte. Il caldo e il freddo ci hanno sempre accompagnati, almeno in queste nostre regioni, scandendo il tempo della vita contadina e con essa il passare degli anni. Oggi si è tentati ad estremizzare qualsiasi cosa, fenomeni meteo compresi, e in qualche occasione effettivamente non ci si va molto lontano (bufere, tempeste, “bombe d’acqua”, periodi di siccità ed altri eccessivamente piovosi). E tutto entra a far parte di quella scienza che si chiama statistica e che pone ogni fenomeno al di sopra o al di sotto della normalità. Tuttavia chi può arrivare con la memoria ad alcuni decenni fa credo che si ricordi dei “ghiaccioli” appesi alle grondaie e dei fossi ghiacciati, così come delle estati anche allora roventi, delle siccità e di paurosi temporali. Tutto si svolgeva secondo un ordine naturale e altro non si poteva fare se non accettare quello che il “Cielo” ci mandava. In tutta serenità, guardando al massimo da che pare tirava il vento o di come calava il sole la sera.

Istà
(mariasantissimachecaldo)
*
I na dito “quei del tempo”
che sarà na gran calura
anca st’ano ecezionale
tanto da far proprio paura
 *
pure el nome i gha dà al caldo
solo quelo el te spaventa
ghe ci pensa zà a l’iferno
e ci a na bibita ala menta
 *
e ci se vede su in montagna
in braghe curte e canotiera
a gustarse l’aria fresca,
fastidiosa verso sera
*
Tuto sta a no farghe caso
che l’istà la riva istesso
senza che i te lo ricorda
ogni dì sempre più spesso
*
Alarme ghe caldo, alarme ghe fredo
pieni de ansia i continua emergenza
a spetar che se avera le prevesion
sperando ch’el tempo el ne usa clemenza
*
Epure ancora ricordo
un buteleto descalzo
saltar come un grilo
sul seleze impizo
*
un omo sentà
soto l’ombra de un piopo
che guarda el formento
e pensa par dopo
*
meza anguria moreta
sula tola taià
che stasera se zena
col pan-biscoto pocià
*
la racolina dal fosso che la tien compagnia
la cicala che recita sempre la stessa poesia
*
L’era l’istà dela me primavera,
go girà l’ocio un secondo e la me scapà via
*
***
(gianfrancomarangoni 03/08/2015)

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