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Tag: poesie dialettali

Filastroca dela semplicità

Filastroca dela semplicità

disperato501777_horrorE’ nella consuetudine della maggior parte delle persone fare di ogni singola questione un problema di grandi dimensioni. Il cervello si trasforma in un laboratorio in cui si simulano gli scenari più complessi, tante volte senza via d’uscita. Basterebbe tirare un bel respiro profondo e affrontare la questione con un po’ di serenità per rendersi conto di quanto la soluzione sia alla nostra portata. Vedere e prendere semplicemente le cose per quello che sono come ce lo suggeriscono da tempi antichi i “vecchi saggi” con l’aiuto di questa filastrocca che ho chiamato “Filastroca dela semplicità”:

 

 

Mi go fame, sono e se,
spira al naso e fredo ai piè
Magnando, dormendo, beendo,
gratandome el naso, scaldandome i piè
Me passa
Fame, sono e se, spira al naso e fredo ai piè

semplice, che ve ne pare!

(gianfrancomarangoni 08/12/2014)

La Festa de San Zen

La Festa de San Zen

Festa paesanaSan Zeno è uno degli otto quartieri di Cerea in cui annualmente si tiene la “festa” promossa e curata dal Comitato locale. E’ senza dubbio l’evento più importane e più impegnativo per i “volonterosi” che in quell’occasione si mettono a disposizione per la buona riuscita della manifestazione. Succede in quel di San Zeno, ma la stesso accade per il quartiere di San Vito o Palesella, oppure Cherubine, Aselogna, Asparetto, Cerea Centro e Cerea Sud. La si chiami “festa” o “sagra”, la sostanza non cambia di molto, se non per la presenza di qualche giostra e qualche bancarella. Tutti quanti però hanno un filo comune: si mangia, si suona e si balla. Insomma ci si diverte, si passa qualche serata in compagnia davanti a un piatto di risotto, “quello buono”, o di salamelle con la polenta che spargono per i capanni il loro profumo stuzzicante. Ma la cosa più importante è l’occasione per molte persone di ritrovarsi, di darsi appuntamento al tavolo come “l’anno scorso”, fare “quatro ciacole” con l’amico che non si vedeva da tempo e, tra un sorriso e una stretta di mano, prendere l’occasione per brindare insieme a questa vita che nel bene o nel male non finisce mai di stupirci.

La Festa de San Zen

Ala Festa de San Zen
Gente che va e gente che ven
Gente che magna polenta e panzeta
E dopo pedala su la bicicleta

Un giro de valzer e uno de tango
Un bicer de vin bianco da gustarse sudando
Tra ‘na ciacola e l’altra soto el tendon
Con ‘na bava de aria da far compassion

Tanti bravi butei che i sa dato da far
Ghe ci tira su i schei e ci fa da magnar
Porta i piati de riso e sparecia le tole
Fin a note macà che le gambe iè mole

Ma oto metar che bela la sodisfazion
Vedar tuta sta gente nel capanon
Che promete, diman de sicuro vegnen
A gòdarse ancora al quartier de San Zen

***

(gianfrancomarangoni 20/05/2014)

La racolina

La racolina

Ricordo appena quando le previsioni del tempo per l’indomani si facevano guardando come calava il sole o da che parte tirava il vento. Nelle calde sere d’estate, fra i grilli e le cicale, non era raro sentire il gracidare delle rane che si davano eco in aperta campagna. Chiamano la pioggia, si diceva. Ed in effetti anche loro facevano parte delle previsioni meteo. Preannunciavano la pioggia tanto attesa, una benedizione per i campi riarsi, ma anche un pericolo perché era probabile che dopo tanto caldo potessero scoppiare temporali violenti col serio pericolo di rovinare i raccolti. Oggi le previsioni meteo sono il risultato di complesse e sofisticate elaborazioni ma, se vi capita di trovarvi in campagna e sentite una moltitudine di cra-cra che riempiono la quiete notturna, tenetevi l’ombrello a portata di mano.

 

La racolina

***

Canta racolina

che l’acqua se avizina

sui campi che da tempo

iè li a patir l’arsura

e de perdar el formento

l’è tanta la paura

**

Canta par le tere

sediè piassè dei copi

i gà le foje ziape

i salgàri e anca i piopi

**

Nei campi de tabaco

i tubi iè destesi

ma i fossi ormai iè suti

non piove da du mesi

**

Canta racolina

ma usa la prudenza

quando se rompe el tempo

de tanto bel racolto

podemo restar senza

**

E se non l’è un disturbo

me bela racolina

canta pure tuta note

ma desmeti domatina

***

(gianfrancomarangoni 18/05/2012)