San Giorgio di Valpolicella

La Pieve con la torre campanaria

San Giorgio è un paese della Valpolicella in provincia di Verona annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Circondato da colline ricche di vigneti e oliveti, la visuale di cui si gode salendo in paese è molto suggestiva, soprattutto dalla piccola piazza che precede la Chiesa di San Giorgio che da il nome al paese e da cui si può ammirare in lontanaza il Lago di Garda. Una visita la merita proprio la pieve, una struttura romanica risalente all’VIII secolo con la caratteristica torre campanaria e annesso chiostro.

L’occasione per una bella paseggiata respirando aria buona.

 

 

 

Marsala / Erice – Viaggio in Sicilia

Salire su un aereo? Se possibile ne faccio volentieri a meno. Tuttavia i circa 1.500 km di strada che  separano Marsala da Verona mi hanno aiutato a optare per un mezzo più comodo e veloce. E poi, si trattava del matrimonio di mio fratello, non potevamo mancare. Così, ore 12:50, aeroporto di Milano-Linate: si parte!

Marsala
A due cose si pensa quando si parla di Marsala: all’omonimo vino e allo sbarco garibaldino del lontano 1860. Ma questa città situata sul Capo Boeo, uno dei tre vertici della Trinacria, nome con cui anticamente si chiamava la Sicilia, è anche ricca di storia e di tradizioni. Fondata da una colonia fenicia con il nome di Lilibeo, città che guarda la Libia, nel corso dei secoli passa sotto il controllo di Roma, viene invasa dai Vandali, rinasce sotto l’influenza araba con il nome che nel tempo è divenuto quello con cui ora la conosciamo. E’ sotto la dominazione spagnola che Marsala conosce un lungo periodo di benessere. Due secoli più tardi è l’inglese John Woodhouse a imprimere un’ulteriore svolta alla città inventando il vino “marsala” per un caso a dir poco fortuito. Arriviamo così al XIX secolo, al Regno delle due Sicilie, allo sbarco dei Mille e da lì in poi è storia recente…

Oltre a vari siti archeologici, anche in centro città, non mancano musei e monumenti. Si contano più di 30 strutture architettoniche e monumenti e almeno 50 chiese, alcune delle quali sconsacrate e adibite ad auditorium, sedi di mostre o complessi monumentali. Tanto per citarne qualcuna, il Duomo o Chiesa Madre, il Santuario Maria SS.ma Addolorata, la Chiesa del Purgatorio.

E tra manifestazioni, tradizioni sacre e commemorazioni ce n’è per tutti i gusti e da occupare tutto il tempo dell’anno. Quindi, buon viaggio e buon divertimento.

Erice
Il paese,  un tempo Monte San Giuliano, si estende tra l’abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani e la cima dell’omonimo monte a 751 m. di altitudine. Il mezzo più comodo e suggestivo per raggiungere il borgo sulla sommità del monte è la funivia che parte da Trapani. Da dentro la cabina si può così ammirare il panorama sottostante, le valli e la città di Trapani che si estende fino al mare. Una volta arrivati, la prima cosa che si fa sentire è l’aria fresca, anche in  piena estate è sempre meglio portare una giacca o un golfino. Ricco di storia e di tradizioni, il borgo è stato annoverato tra i più belli d’Italia nell’anno 2016. Decisamente caratteristica la struttura medievale con piccole stradine tortuose e costruzioni in pietra.

Se passate di là, fate un salto nella pasticceria della signora Grammatico, non resterete delusi.

 

 

Il Conte (storia d’amore e di pedali)

Come d’impeto il torrente
Scende a valle giù dal monte
Di forza sui pedali avanza
Sprezzante del sudore il Conte

Sfoggia i mascolini baffi
E nobiltà dei sentimenti
Scorre nelle vene il sangue
Caldo di carboni ardenti

Dalla penna ciò che detta il cuore
Inspirato dalla Musa stessa
Sulle pagine del diario dedica
Poesie alla sua Principessa

”Amor che a nullo amato amar perdona”
Scrisse un dì il Poeta
Infonde tenacia al Conte
Per raggiungere la sua meta

E come a un manicaretto
Frutto di dovizia e cura
Il palato al fin s’arrende
In seno alla fragranza pura

Così china la testa o Conte
E che vittoria gridi Amore
O torna sulla bicicletta
A impregnar la schiena di sudore.

***

(gianfrancomarangoni 05/02/2018)

Novembre mio

Novembre mio

Non è questo Novembre
quello che mi aspettavo
cerco la quiete
e mi rimane la sete

Non è Novembre
come lo immaginavo
col tepore d’autunno
e troppa luce d’intorno

La campagna smarrita
si risveglia sorpresa
mentre un alito umido sale
dalla terra scaldata dal sole

La nebbia sparita
già di prima mattina
non cela più alcun mistero
illusione di scernere il falso dal vero

Sui fili d’erba la bruma
alle prime ore del giorno
solo quella un istante mi fa ricordare
che è tempo d’inverno e di focolare

Ma oggi, oggi che piove
oggi che il vento disperde le foglie
oggi è il Novembre che più mi assomiglia

l’anima inquieta ritrova la pace
tra le gocce cadute
sopra il mondo che tace.

***

(gianfrancomarangoni 23/11/2017)

Te l’avea dito! (mi)

E’ qualcosa di innato, contenuto nel DNA e appena capita l’occasione ecco che ci scappa il più sonoro “lo avevo previsto”,  “te l’avevo detto, io”, ecc, ecc. E’ la sindrome del “professore”, quello che sa come si fa a stare al mondo e quando si tratta di dare consigli non lo batte nessuno. Ma attenzione, spesso è anche quello che dice tutto e il contrario di tutto, così non sbaglia mai.

 

 

 

 

Te l’avea dito! (mi)

Ma si, te l’avea dito
che un gobo le mia drito

Se no piove pol far belo
t’avea dito anca quelo

Go ‘na testa da paura
le da torghe la misura

Qualsiasi roba diga
capitarà senza fadiga

E no sbaglio proprio gnente
son el più furbo fra la gente

Che la crede de ciavarme
ma so mi come salvarme

Che ogni cristian che vie da fora
lo squadro ben da soto a sora

Cossì se capita un sinistro
posso dir con un zerto lustro

Che gavea tuto previsto
l’avea dito e visto giusto

E anca sta olta finirà
che se no le supa le pan bagnà

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(gianfrancomarangoni 13/10/2017)

Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio, poco più di 800 abitanti, sorge a 1.550 metri s.l.m tra le Dolomiti di Brenta e le Alpi dell’Adamello. E’ conosciuta per essere soprattutto meta turistica per diverse migliaia di italiani e stranieri appassionati dello sci, ma anche durante l’estate offre la possibilità di trascorrere delle rilassanti vacanze in mezzo al verde, lungo il corso dei torrenti, nei pressi di cascate e sulle rive dei numerosi laghi alpini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Praga, la Città delle cento torri

La Praga che conosciamo oggi nasce dell’unione di quattro città indipendenti, Hradčany (il Castello, a ovest della Moldava), Malá Strana (“piccolo quartiere”, nell’area a sud del Castello), Staré Město (la Città Vecchia, sulla riva orientale opposta al Castello) e Nové Město (la Città Nuova, a sud-est), avvenuta nel 1784 successivamente alla guerra tra Prussia e Austria, a cui si aggiungeranno poi i quartieri di Josefov (il quartiere ebraico) e Vyšehrad.

 

  

 

Situata alle porte dell’Est, nel cuore della Boemia, è la capitale della Repubblica Ceca dopo la divisione pacifica dalla Repubblica Slovacca avvenuta nel 1993 ed è visitata ogni anno da circa 6 milioni di turisti.

 

 

 

 

Ricca di monumenti, di chiese e di storia, ogni angolo offre qualcosa da scoprire tra vecchio e nuovo. In due o tre giorni si possono visitare i luoghi più caratteristici e fermarsi a mangiare nei locali che offrono piatti tradizionali accompagnati da ottima “pivo”, la birra come la chiamano da quelle parti.

Alla salute, Na zdravì!

       

Prima sera d’estate, il merlo

Prima sera d’estate, il merlo

Fermo su di un ramo dell’albero, il più alto
all’imbrunire riempi l’aria del tuo canto

quando gli ultimi raggi colorano di rosa
le nubi che il cielo avvolgono come il velo la sposa

nella quiete sera rimango ad ascoltare
il suono dei tuoi versi tra i grilli e le cicale

danzano le ombre contro i muri nell’ora vespertina
mosse da una brezza leggera come musica per la ballerina

risuona il cigolio improvviso di una finestra vecchia
sta una mamma con il bimbo sulle sue ginocchia

il colore del glicine, il profumo del tiglio
i fiori di campo nel rituale sbadiglio

un padre racconta consumate storie di eroi
della luna ad oriente che sa tutto di noi

un ricordo mi sfiora mentre guardo lontano
la scia che scompare di un aeroplano

quando steso su un prato con aria curiosa
cercavo la stella più luminosa

poi di nuovo il tuo canto mi riporta al presente
mentre il sole scompare in fondo al cielo a ponente

e così si consuma l’ennesimo giorno
ti saluto con un fischio mentre faccio ritorno

dentro casa alla stanza col focolare
e una finestra coi fiori da dove guardare

il mondo che andrà un po’ alla volta a dormire
e un nuovo giorno arrivare tutto da scoprire.

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(gianfrancomarangoni 11/06/2017)

Giardino di Valsanzibio – Villa Barbarigo

Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani è una villa veneta costruita a Valsanzibio di Galzignano Terme nel Seicento, su commissione del nobile veneziano Francesco Zuane Barbarigo. Il parco della villa di Valsanzibio copre un’area di 15 ettari ed è un raro esempio di giardino simbolico seicentesco, che presenta un complesso sistema di fontane tutte funzionanti (fonte Wikipedia). Il giardino ha ricevuto il primo premio come ‘Il più bel giardino d’Italia‘ nel 2003 ed il terzo più bello in Europa nel 2007.

La Puntura

Chi non ricorda l’ultima “puntura”? Grandi e grossi, giovani o vecchi, per tutti è una visione traumatica. E non meno dura è la vita di chi le punture le deve fare, inventando ogni volta nuovi stratagemmi sempre meno convincenti per i  proprietari delle povere natiche bersaglio delle famigerate siringhe.

 

 

 

 

 

La Puntura

 

Fermate li, non sta verghe paura
smola le ciape che te fao la puntura

Ghe meto un secondo, le un colpo de man
cossì te si a posto fin a doman

Cossa oto che sia, la ucia le fina
se te fe el brao te dao ‘na mentina

***

Da na parte o da l’altra poco ghe conta
struco i denti e anca i oci quando sento la ponta

Spero che almanco la man no la trema
che non me toca impenir la culata de crema

par evitar che vegna fora un duron,
me par za de sentirlo grosso come un molon

Gheto finio? Manco mal le passà
dopo te conto come le stà

Fe presto a ridar, a torme in giro vualtri
ma fao el figo anca mi col cul de chialtri !

***

(gianfrancomarangoni 04/05/2017)

 

 

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