Frumento

Frumento

grano-e-papaveri

Frumento

Nel campo di giugno
mosso dal vento
guardo rapito
quel mar di frumento

gialla la spiga
si flette nell’onda,
sembra la chioma
di una bambola bionda

col papavero rosso
fiore all’occhiello
o rubino prezioso
sul dorato mantello

In ogni chicco c’è amore
c’è fatica e sudore
di chi lavora la terra
con le braccia e col cuore

di un padre che porta
sulla tavola il pane,
di un marito che torna
da campagne lontane

di una madre che insegna
ai suoi figli sperare,
di una moglie che a sera
accende il focolare

E mentre vanno i ricordi
sento ancora la mano
accarezzare la vita
in un pugno di grano.

***

(gianfrancomarangoni 30/06/2013)

versione dialettale

Levico Terme

Levico Terme

Levico (3)Levico è una località termale che sorge ai piedi dell’omonimo lago, in Valsugana, meta ideale per chi intende passare qualche giorno in completo relax, fare passeggiate immersi nella natura, godere dei panorami stupendi che offre il paesaggio e gustare le delizie della cucina locale.

 Levico (24)

In un paio di giorni si possono visitare i due laghi vicini al paese, Levico per l’appunto e Caldonazzo che dista circa dieci minuti di auto, fare escursioni di due, tre ore lungo i percorsi guidati sulle alture di Tenna, tra i due laghi (Sentiero natura “I segreti degli gnomi”) o nei pressi di Calceranica al Lago (“Sentiero della miniera” – Lago di Caldonazzo).

n-Lago Caldonazzo (13)

Levico-Parco (46)Da non perdere è senza dubbio il Parco delle Terme di Levico, oltre 131.000 mq coperti da 581 alberi di specie diverse, 4.300 tra arbusti e tappezzanti e 75.000 specie bulbose. In alcuni periodi dell’anno vi si svolgono manifestazioni come l’Ortinparco nel mese di aprile, con allestimenti di orti-giardino, oppure gli immancabili Mercatini di Natale che animano tutto il paese con varie iniziative durante tutto il periodo natalizio.

 

 

Se poi si ha intenzione di allargare il giro, con un giorno in più di vacanza, suggerirei di fare un salto nei pressi di Baselga di Pinè, percorrendo la Valle dei Mocheni, chiamata anche Valle incantata per il panorama stupendo che offre, fino ad arrivare al Passo del Redebus, a quota 1.449 metri, e quindi scendere verso il Lago delle Piazze e il Lago di Serraia. Quindi, dopo una possibile tappa a Pergine Valsugna, si torna a Levico costeggiando il lago.

z-Lago delle Piazze-Baselga (7)

Una nota di merito anche all’ospitalità della gente del luogo, in particolare alla simpatica venditrice di panini che al Parco delle Terme ci ha ospitato all’interno del suo chiosco a mangiare riparati dalla pioggia che in quel mentre scendeva a dirotto.

Buon Viaggio!

Pesse d’april

Pesse d’april

pesce-aprile

C’è poco da dire in merito a questa curiosa ricorrenza che risale probabilmente a prima che venisse adottato il calendario Gregoriano, in coincidenza con i festeggiamenti del Capodanno, tra il 25 marzo e il 1° di aprile. Quello che leggerete di seguito è ispirato ad un fatto realmente accaduto, che mio padre mi raccontò quando ero ancora ragazzino e che mi fa ancora sorridere ogni vota che lo ricordo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Pesse d’april

"Varda gh’el Bepi"
da ogni parte se sente
a ogni passo ch’el moe
in mezo ala gente

E lu come el fusse
la star del momento
caminando nol toca
gnanca el cemento

Senza rendarse conto
che tuta la scena
le dovua al cartel
tacà dedrio a la schena

Ancò le giornada
che ogni scherzo è concesso
senza rabiarte
che tanto le istesso

Rideghe sora
tola con stile
su con la vita
le el Pesse d’Aprile

***
(gianfrancomarangoni 01/04/2013)
 
 
 
El pegnatin (la magia de ‘na olta)

El pegnatin (la magia de ‘na olta)

Streghe_2

Per secoli streghe e stregoni hanno dimorato nella fantasia popolare, alimentando storie stravaganti raccontate nelle sere d’inverno davanti alla luce tremolante e al calore del camino. Da una generazione all’altra rapivano la curiosità e incutevano paura in giovani e bambini, tra il timore reverenziale di chi le raccontava, di chi portava testimonianze di conoscenti e compaesani. Morie inspiegabili che colpivano stalle e pollai al passaggio di “quella vecchia”,  quella da nominare sottovoce, quella che aveva ricevuto la “conoscenza” al capezzale del letto dalla madre che altrimenti non ce l’avrebbe fatta a trapassare. Fiori che appassivano e si seccavano, rituali per individuare la “stria” (strega) e annullare gli effetti dei suoi màlefici. E comunque  c’era anche chi della “magia” ne faceva uso a fin di bene, per procurare guarigioni, sistemare brutte faccende. In tutto questo mondo di buoni e cattivi trovava il suo posto “el pegnatin”, l’esempio di magia popolare più accessibile e meno impegnativa, praticata di tanto in tanto su commissione dalla “maga” meno improbabile del paese.
 
 
 
 
 
El pegnatin (la magia de ‘na olta) Là soto el portego
con la grombiala smaria
impeto al fogolaro
se senta la stria

Le parona de l’arte
tramandà ne l’ultima ora
che so mama spetava
par no patir ancora

La gata rufiana
ghe fa compagnia
come la volesse iutarghe
a imbastir la magia

Con el vento che tira
e la piova che casca
brusa fogo stanote
alza la fiama nela borasca

Na zata de galo
e un cuciaro de oio
drento el pegnato
con l’acqua de boio

Na treza de paia
‘nde l’asedo pocià
la raisa segreta
a fetine taià

E dopo un’ ora ch’el boie
tacà soto el camin
le pronto par l’uso
el pegnatin
 

***
(gianfrancomarangoni 01/04/2013)
 
 
 
per approfondire:
Il mio tempo

Il mio tempo

0 timeonthewoteradobemv9

Il mio tempo  
 

Quando il mio tempo sarà consumato
dovrò fare i conti con l’Eternità
per tutte le volte che ho pregato e imprecato
al cospetto del Giudice nell’Aldilà
 

Quando il mio tempo mi toglierà il fiato
di fare domande non avrò più bisogno
del bene e del male avrò di colpo imparato
e a guardarmi la vita come in un sogno
 

Quando il mio tempo mi dirà che è finita
cercherò di non cogliermi impreparato
all’ultima mano di questa partita
e sperare che basti il solo averci giocato
 

Quando il mio tempo busserà alla porta
chissà se sarò pronto ad aprire
nella valigia solo le scarpe di scorta
nemmeno un saluto che già si deve partire
 

Tempo che ho atteso, che sei venuto e passato
proteso all’infinito ti consumo distratto
mentre schivo l’angoscia di un epilogo incerto
che il mio vivere sia! che abbia gioito o sofferto

***

(gianfrancomarangoni 21/03/2013)

Teodone (Brunico)

Teodone (Brunico)

Se mai vi trovaste nei pressi di Brunico con un paio d’ore da riempire, vi consiglio di andare a visitare il “Museo etnografico Teodone” (Museo Provinciale degli Usi e Costumi). E’ un museo all’aperto che sorge su tre ettari di campagna altoatesina, con costruzioni in legno e arredi tipici del mondo contadino sudtirolese di ben oltre un secolo fa. Aperto nel periodo che solitamente va da dopo Pasqua a ottobre, oltre che offrire l’opportunità di una piacevole passeggiata in mezzo al verde è anche occasione di una visita culturale e didattica per adulti e bambini. Indicato, direi, anche per visite scolastiche.

Ecco alcune foto per incuriosirvi

 

per approfondire

http://www.val-pusteria.net/it/highlights/musei-e-mostre/museo-etnografico-di-teodone.html

El Polastrel

El Polastrel

pollo ruspante

Sono tempi duri, lo sono sempre stati. E ancor di più lo sono per la gente onesta che vuole rimanere tale. Purtroppo la fiducia che si ripone nelle persone con le quali abbiamo a che fare spesso assume l'aspetto dell'ingenuità attraverso la quale impariamo ad essere più attenti nella cura dei nostri affari. "Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io"; "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"; "pensare male è una brutta cosa però no si sbaglia mai"; e potremmo continuare con molti altri richiami a usare la massima prudenza, che poi non si sa bene se "massima" corrisponda a tanta, molta, di più del solito, eccessiva, … Comunque la si giri la questione rimane sempre la stessa: il pericolo di cedere alle lusinghe di “veri affari”, facili e immediati guadagni, e così via, per poi ritrovarsi inesorabilmente “vittime” di qualche ladro di polli senza scrupoli ed uscirne indecorosamente spennati!
 
El Polastrel

El raspa par natura
de scato el moe la testa
al bego lì pa tera
le pronto a farghe festa

Tuti i sa che in zuca
del posto el ghe ne vanza
ma in fondo ghe interessa
sol che piena sia la panza

E ti, che te lo guardi
te imagini el pegnato
sul fogo la dominica
col brodo apena fato

Eh si, a ben pensarghe
ogni uno el ga el so posto
ghe ci ga’ le teje
e ci finise a rosto

Le meio star atenti
in sto’ mondo de leoni
guardarse dai cativi
e da quei che i te par boni

Parchè se te t’incanti
l’è proprio un bel disastro
ris-ciar, come se dise
de far la fine del polastro

***
 
pollo in tegame
 
***
(gianfrancomarangoni 31/12/2006)
A Rosanna

A Rosanna

Dente di leone

Per molti il Dente di Leone (Tarassaco) è una pianta fastidiosa, altri lo considerano un’erba utile e preziosa.
Tanto forte e resistente, quanto leggeri sono i suoi frutti che si lasciano trasportare dal vento 

A Rosanna

Te ne sei andata così
senza tanto rumore
in punta di piedi
hai salutato col cuore
 

Una notte d’inverno
mentre il sole dormiva
per non disturbare
il nuovo giorno che usciva
 

Un ultimo sguardo
ed un breve sorriso
per mano al calore
custodito e diviso
 

con le persone più care
come gemme preziose
tra quelle più rare
o come semplici rose
 

Mentre l’Anima torna
tra gli amori che ha perso
fuori il giorno si tinge
di un azzurro più terso
 

della Luce Divina
che in quel mentre ha deciso
di tenerti con Sé
lassù nel Paradiso
 

rosa rosa
E' quasi un anno che ci hai lasciati e oggi, 3 gennaio, sarebbe stato il tuo compleanno.
Ti porteremo sempre nei nostri cuori, fiore delicato come le rose che tanto amavi.

 

(gianfrancomarangoni 24/02/2012)
(con la colaborazione e i preziosi consigli di Antonella, mia moglie e sorella di Rosanna)

Rosa blu dell’inverno

Rosa blu dell’inverno

Rosa blu dell’inverno

Immagino un fiocco di neve che cade
e senza rumore alla fine si posa
passando tra i rami spogli d’inverno
sui petali blu di quell’ultima rosa

**

Nel giardino imbiancato tutto il mondo riposa
Sotto il manto leggero di un vestito da sposa

**

Nel silenzio fatato si diffonde la pace
Solo qualche sospiro, non un filo di voce

**

Volo via col pensiero, porto il cuore lontano
Dove il cielo si tocca allungando la mano

**

E lo sguardo si perde in un mare di stelle
Sposa mia sei la stella, bella tra le più belle

**

Dopo un po’ torno giù, né paradiso, né inferno
nel mio giardino ti cerco per non perderti più
fiore unico al mondo, rosa blu dell’inverno

***

(gianfrancomarangoni 13/12/2012)